Lensbaby, molto di più di un effetto creativo: Come queste lenti sono diventate parte di vivere la fotografia lenta e consapevole.

Lensbaby Love - Commenti -

Viviamo in un mondo che sembra chiedere sempre velocità. 

Anche la fotografia non fa eccezione: autofocus sempre più precisi, raffiche impressionanti, algoritmi che riconoscono persone, animali e perfino gli occhi. Tutto è pensato per aiutarci a non perdere lo scatto. Anch'io apprezzo i miglioramenti tecnologici e li uso, eppure mi sono resa conto che ciò che cerco davvero nella fotografia non è sempre la precisione e la fretta. Cerco il tempo. Cerco quella sensazione di presenza che mi permette di osservare davvero, senza fretta, lasciando che sia l'immagine a formarsi prima dentro di me e poi nel mirino.

Trovo le Lensbaby e le lenti vintage perfette per questo tipo di approccio fotografico, anche perché mi permettono di concretizzare la mia visione. Le Lensbaby vengono presentate come obiettivi creativi, che regalano sfocature particolari, punti di fuoco selettivi e immagini dal carattere onirico. Personalmente lo trovo riduttivo. Quando monto una Lensbaby sulla fotocamera, non sto semplicemente scegliendo un effetto estetico, sto scegliendo il modo in cui desidero raccontare una scena. Ogni obiettivo della famiglia Lensbaby ha una propria personalità. Alcuni regalano un'atmosfera più delicata, altri enfatizzano il movimento, altri ancora isolano il soggetto con una morbidezza che sembra quasi dipinta. Prima ancora di iniziare a fotografare, la scelta della lente racconta già qualcosa della mia intenzione. È una decisione creativa che nasce prima dello scatto - a volte mi capita anche di non avere un'idea precisa su cosa voglio e allora esco senza aspettative e gioco con una Lensbaby e la luce. In queste occasioni mi diverto e i risultati sorprendenti non mancano! Comunque, la messa a fuoco manuale, la ricerca del punto nitido, la composizione e il controllo dello sfocato richiedono tempo. Un tempo che, invece di essere un limite, deventa un regalo. Ogni fotografia nase da un dialogo tra me e il soggetto. 

Mi fermo. Osservo. Respiro. 

Sposto leggermente la fotocamera, modifico il punto di fuoco, riguardo la luce. Non sto semplicemente cercando una fotografia bella. Sto cercando quella che esprime quello che sento in quel momento. 

La mindfluness ci invita a portare l'attenzione al momento presente, senza giudizio. Per me, fotografare con una Lensbaby è molto vicino a questa esperienza. Non c'è spazio per l'automatismo, ogni scelta richiede presenza. Ogni immagine nasce da un'osservazione lenta e profonda. In quel momento smetto di rincorrere il risultato e mi lascio guidare dall'esperienza dell'osservare. Ed è forse proprio questo il motivo per cui, al rientro da una passeggiata fotografica, porto a casa meno fotografie, ma più soddisfazione. 

Una cosa che amo particolarmente delle Lensbaby è che nessuna sostituisce l'altra. Prima di uscire a fotografare mi chiedo spesso quale Lensbaby corrisponda al mio stato d'animo. Desidero immagini eteree? Ho bisogno di delicatezza? Di dinamismo? E così porto con me la lente che più mi assomigli in quel momento. È un processo simile a quello di un pittore che sceglie il pennello prima di iniziare a dipingere. La tecnica passa in secondo piano. Prima viene l'emozione. Con il tempo ho capito che la fotografia lenta non consiste semplicemente nel fare meno fotografie, significa dare valore ad ogni singolo scatto. Le Lensbaby, in questo percorso, sono diventate per me delle compagne di viagigo preziose. Mi ricordano che non tutto deve essere perfettamente nitido per emozionare, che la bellezza può abitare anche nelle sfumature, nelle imperfezioni e nelle zone lasciate intenzionalmente fuori fuoro. E soprattutto mi ricordano che fotografare non significa soltanto registrare ciò che vediamo, ma raccontare il modo in cui scegliamo di guardare il mondo. Forse è proprio per questo motivo per cui continua a tornare alle Lensbaby. Perché ogni volta mi invitano a rallentare, e ongi volta - rallentando - riesco a vedere qualcosa in più. 

Ho acquistato diverse Lensbaby, ognuna ha una propria voce. Non esiste quella migliore in assoluto: esiste quella che in quel preciso momento riesce a tradurre meglio quello che disidero esprimere. Per la mia fotografia floreale - in particolare per il mio progetto FloralFineArt - mi ritrovo quasi sempre a scegliere il Velvet 85, il Velvet56 e lo Sweet50. Amo la loro delicatezza, la morbidezza con cui immortalano i miei soggetti. Quando invece mi dedico al paesaggio, mi sento particolarmente in sintonia con il Sol45, lo Sweet 35 e lo Sweet22. Sono lenti che mi invitano a interpretare il paesaggio più che a descriverlo, lasciando spazio all'emozione. Mi piacciono i ritratti con il Velvet85 a f4 e ne ho fatti a bimbi con l'Edge80: li trovo stupendi! Naturalmente non mi limito a queste: mi piace anche portare con me altre Lensbaby e lasciarmi sorprendere da quello che possono offrire in situazioni diverse. 

Ci sono giorni in cui preferisco prendere una lente che conosco meno e mi concedo il piacere di sperimentare. Sono momenti sorprendenti, in cui scopro nuove possibilità espressive: un modo per continuare a imparare, mantenere viva la curiosità, senza la quale - almeno per me - la fotografia perderebbe una parte della sua magia.


Se hai domande su queste splendide lenti, contattami pure. Puoi anche curiosare il sito che trovi a questo link:


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