background

Fotografare lentamente significa, prima di tutto, rallentare lo sguardo.

Fermarsi davanti a ciò che normalmente attraversiamo senza vedere. Un fiore, una foglia, una luce che cambia, un gesto, un dettaglio, una presenza. Lasciare che sia il cuore, prima ancora degli occhi, a scegliere.

Non cerco sempre la fotografia perfetta. Mi interessano le immagini che conservano qualcosa di vivo: una sensazione, un'atmosfera, un'emozione, una piccola imperfezione.

Amo la luce naturale, la morbidezza, il movimento, la sfocatura, gli imprevisti. Mi piace sperimentare e lasciare che l'immagine prenda una direzione che non avevo previsto.

Per questo utilizzo strumenti e tecniche differenti, dalle ottiche Lensbaby alla fotografia macro, dal movimento intenzionale della fotocamera alle lenti vintage. Non per ottenere un effetto preciso, ma per trovare - ogni volta - il modo più adatto di raccontare quello che sto guardando.

La fotografia lenta non è una tecnica. È un modo di essere presenti.

È concedersi il tempo di osservare, di aspettare, di cambiare punto di vista. È accettare che non tutto debba essere nitido, perfetto o immediatamente comprensibile.

Forse è proprio questo che amo della fotografia: mi insegna continuamente a guardare il mondo con occhi nuovi.

A rallentare. A meravigliarmi. A vedere.